sabato 16 luglio 2011

OSTERIA ITALIA

 
Chiunque non sappia nulla di economia aziendale ma  deve fare quotidianamente i conti con il centesimo come qualsiasi normale cittadino,  osservando i numeri della manovra indicata dal ministro Treconti ci mette esattamente 30 secondi a dare di matto. Lo capisce anche un carciofo che con un debito pubblico che si avvia “sereno”  verso i 2000 miliardi, 48-58-78 miliardi di cosiddetta manovra  non servono a tappare nessun buco, se non quello rettale di una classe dirigente e politica che si sta letteralmente cacando addosso. Lo sanno anche loro infatti che solo di interessi passivi sul debito pubblico occorrono circa 100 miliardi all’anno, perciò parlare di manovra quale piano di stabilizzazione triennale con delle cifre ridicole è come cercare di dare da mangiare a 300 commensali avendo in dispensa un solo chilo di pasta, 300 gr. di carne e 2 olive.  Qualsiasi oste coscienzioso  scapperebbe dall’uscita di sicurezza.
Chi riflette sui movimenti di detta manovra si dovrebbe chiedere il perché di questi numeri a raglio, un tanto al chilo. Dovremmo riflettere anche del perché tutto viene tassato, tutti vengono spremuti tranne gli stipendi dei politici. Beh! State attenti al seguito.
Il collante di una intera nazione è il lavoro. Se a una famiglia non basta uno stipendio si corre ai ripari cercando di incamerare più possibilità economiche, quindi o va a lavorare l’altro coniuge oppure in svariate circostanze è uno dei due che cerca il doppio lavoro. Certo! Tutto questo se esistono possibilità lavorative, ma se il lavoro non esiste più che si fa? Mancando il lavoro tutto il resto precipita con una velocità vertiginosa. Allora perché si sono preoccupati di  tagliare, ridurre, tassare, spremere il popolo coglione senza in effetti creare nessuna alternativa credibile alla crisi, visto e considerato che da ogni dove sin dal 2005 e non dal 2008, ai governi in carica venivano inviati segnali di allarme pressanti. Avvisi di pericolo grossi come un grattacielo. Non c’è più latte. Gli Italiani sono mucche dalle quali esce solo sangue.
Non c’è nessun problema. L’oste citato sopra nella metafora, sa che non potrà dare da mangiare 2 briciole a 300 commensali , ma possibile che non lo capiscano i commensali stessi?  Quello del quale non ci rendiamo conto e che fa più incazzare, è che lo stesso oste coadiuvato dai suoi “camerieri di fiducia”, stanno chiedendo ai commensali di attendere. Gli stanno dicendo che il pasto si potrà fare e sarà succulento e abbondante,  ma che occorre tempo, d’altronde sono in tanti e non ci si aspettava una si grande folla di affamati. Nel frattempo però, l’oste e i camerieri non se ne stanno con le mani in mano, manco per sogno, stanno chiedendo ad uno ad uno ai commensali di riversare sui tavoli il contenuto delle loro tasche, tutto, ma proprio tutto il contenuto, anche apparenti gingilli che hanno solo un valore affettivo,  e che lo stesso contenuto verrà prelevato dai camerieri e riposto in un armadietto, poiché mangiare “alleggeriti” da pesi è meglio, poi il tutto gli verrà restituito all’uscita. “Cazzo!!!”  - Dovrebbe esclamare almeno una parte dei commensali –  “non ci staranno preparando il pacco???”.
Troppo tardi per farsi domande. Tra poco sentiremo soffiare il vento forte, sarà la porta di sicurezza che essendo rimasta aperta fa corrente con la porta di ingresso che è sempre stata spalancata. In cucina non c’è più nessuno, le poche cose della dispensa sono sparite, non ci sono più nemmeno i nostri effetti personali, e l’oste? E i camerieri? Non c’è traccia. Ma non è finita, non che non è finita, sul bancone una pila di bollette arretrate da pagare. “chissenefrega” – dirà qualcuno- “ormai tutto è perduto”. Purtroppo però i contratti dei locali sono intestati a noi, e sono più di 50 anni che non ci pagano l’affitto. Nemmeno quello.
Peccato, pensare che conoscevo uno che era in grado di fermare tutto questo. Eri tu, eri tu, eri tu, eri tu, ero io, ma siamo rimasti i a guardare.

Nessun commento:

Posta un commento