Caro Bersani, ecco perché oggi non sarò presente alla manifestazione di Roma: la lettera aperta di una dirigente del Pd calabrese che chiede passi concreti di rinnovamento nella linea politica e nella classe dirigente
di Fernanda Gigliotti, 05/11/2011 15:12
Caro Pierluigi Bersani,
oggi non sarò a Roma, non verrò a manifestare con il Pd e non perché non sono del Pd o non condivida le ragioni della manifestazione di piazza. Non ci sarò perché non posso permettermelo, perchè devo lavorare, perchè facendo politica attiva nel Pd calabrese (di cui immagino conosci vita, morte e miracoli), senza occupare da trent’anni seggi parlamentari, scranni consiliari, o essere strutturata con questo o con quello, devo anche assolvere alle scadenze lavorative e cercare di guadagnare e retribuire chi lavora con me. Non foss’altro per la necessità di dimostrare una coerenza tra il predicare e l’agire. Ma è dura continuare ad essere coerenti in un sistema “elaborato per sostenere e premiare i furbi”. Il Sistema Italia venuto fuori negli ultimi venti anni dalla legislazione berlusconiana in materia societaria, economica, finanziaria e fallimentare è solo un imbroglio.
oggi non sarò a Roma, non verrò a manifestare con il Pd e non perché non sono del Pd o non condivida le ragioni della manifestazione di piazza. Non ci sarò perché non posso permettermelo, perchè devo lavorare, perchè facendo politica attiva nel Pd calabrese (di cui immagino conosci vita, morte e miracoli), senza occupare da trent’anni seggi parlamentari, scranni consiliari, o essere strutturata con questo o con quello, devo anche assolvere alle scadenze lavorative e cercare di guadagnare e retribuire chi lavora con me. Non foss’altro per la necessità di dimostrare una coerenza tra il predicare e l’agire. Ma è dura continuare ad essere coerenti in un sistema “elaborato per sostenere e premiare i furbi”. Il Sistema Italia venuto fuori negli ultimi venti anni dalla legislazione berlusconiana in materia societaria, economica, finanziaria e fallimentare è solo un imbroglio.
Ad aggravare il conto del ventennio berlusconiano ci sono stati gli interregni dei nostri governi con la riforma del mercato del lavoro e l’introduzione delle società interinali, cha ha prodotto solo precarietà e ha legalizzato il “caporalato, e con la modifica del Titolo V della costituzione, che non ha responsabilizzato la spesa degli Enti, ma è servita a dare la sponda legale “ai molti modelli Reggio” e a rinviare il risanamento del debito da Sindaco a Sindaco, da Presidente a Presidente, da generazione a generazione.
Da anni qui da noi si lavora a “cridenza”, anticipando la fatica e i soldi, per tutelare e difendere le imprese e i clienti, non dal delinquente comune o dalla criminalità organizzata, ma dallo Stato Italiano, dalle Regioni, dalle Province, dagli ATO, dai Comuni, dalle società miste e dalle consortili su cui anche molti uomini e donne del PD hanno costruito le loro fortune elettorali.
Occorre difenderci dall’arroganza delle “società di scopo” legalmente costituite dalle Grandi Società del Nord per la costruzione della SA/RC e delle Grandi Opere del Sud, per la gestione della depurazione e dello smaltimento dei rifiuti in regime emergenziale e commissariale. Praticamente i peggiori bancarottieri italiani che hanno lavorato alle dirette dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri Italiana e quindi di Berlusconi, di Prodi, di D’Alema, di Berlusconi, di Prodi e poi ancora di Berlusconi.
Da anni qui da noi si lavora a “cridenza”, anticipando la fatica e i soldi, per tutelare e difendere le imprese e i clienti, non dal delinquente comune o dalla criminalità organizzata, ma dallo Stato Italiano, dalle Regioni, dalle Province, dagli ATO, dai Comuni, dalle società miste e dalle consortili su cui anche molti uomini e donne del PD hanno costruito le loro fortune elettorali.
Occorre difenderci dall’arroganza delle “società di scopo” legalmente costituite dalle Grandi Società del Nord per la costruzione della SA/RC e delle Grandi Opere del Sud, per la gestione della depurazione e dello smaltimento dei rifiuti in regime emergenziale e commissariale. Praticamente i peggiori bancarottieri italiani che hanno lavorato alle dirette dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri Italiana e quindi di Berlusconi, di Prodi, di D’Alema, di Berlusconi, di Prodi e poi ancora di Berlusconi.
Sono anni che ormai ci tocca:
- Ricorrere contro lo Stato Italiano e contro Equitalia, trattandoli per quello che sono e cioè i peggiori estortori ed usurai in circolazione, contro i quali però non valgono nemmeno le norme più favorevoli previste dal codice penale per i delinquenti comuni.
- Ricorrere contro Enti d’Ambito Ottimali sparsi nell’Italia delle emergenze ambientali, dei Comuni e delle Province, cercando di trovare una via di salvezza all’interno di una legislazione nazionale e regionale capestro, che tutela gli imbroglioni e i bancarottieri e non garantisce né il lavoratore né il datore di lavoro.
- Inserirci per puro “scrupolo difensivo” (ben sapendo che non si troverà nemmeno una porta a cui bussare) nei fallimenti delle società consortili a responsabilità limitata, le famose SCARL: delle scatole vuote create e previste dal nostro codice degli appalti solo per “calare il pacco”, per precostituire un fallimento che graverà solo sui cittadini, sullo Stato sociale e sull’INPS, salvando il bottino delle grosse società per azioni, i cui azionisti ci piacerebbe tanto conoscere per nome e cognome. Per dirla in termini giuridicamente e tecnicamente corretti le Scarl servono “a capitalizzare gli utili” in favore delle società aggiudicatici delle grandi opere e a “socializzare le perdite” in danno delle piccole e medie imprese che vengono incaricare di eseguire le opere in regime di subappalto.
Dalle nostre parti è finito, orami, anche il tempo del baratto: la pratica della “stimanza”, con cui il cliente che non poteva pagare ti portava quello che aveva, è acqua passata. Rien de rien. Malgrado ciò resto a lavorare. E sì, proprio così, oggi resto volentieri a lavorare e pure domani, e dopodomani.
Del resto ricostruire l’Italia, sollevandola da questo sfasciume richiede il lavoro serio di tutti, perché lo sfascio è anche il frutto della trasversalità politica di molti, anche di coloro che hanno contribuito a far nascere il Pd. Non si capirebbe altrimenti perché fra noi c’è chi esalta “le prove tecniche di premierato” di un Renzi, cui non basta più il ruolo di Sindaco di Firenze, e chi difende i ragazzi di Napoli, allineati e coperti alla scuola del padre, mentre nessuno difende e sostiene chi cerca di dar voce e declinare nel Partito Democratico, le istanze dei cittadini che hanno colorato le Piazze del Popolo Viola, del Se non Ora Quando, degli indignati e dei referendum.
Se fossi venuta, ne sono certa, sarei incappata in qualche amico e compagno di partito, responsabile quanto Berlusconi di questo sfasciume. So però di essere ben rappresentata dalle tante persone che, ancora una volta, con il cuore pieno di speranza, vengono anche dalla Calabria a presidiare Piazza San Giovanni, in nome di un partito che ancora non è, né in Calabria né a Roma, purtroppo per la Calabria e per l’Italia. A meno che non si ricominci a ricostruire da dove abbiamo contribuito a sfasciare. E tanto per incominciare potremmo rimuovere la riforma del Titolo V della Costituzione e cancellare le società interinali dal mercato del lavoro.
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